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Giugno, il mese dedicato ai veterani di guerra

  • Data di pubblicazione05 giu 2023

Giugno, il mese dedicato ai veterani di guerra

Un intero mese dedicato al ricordo e al ringraziamento di chi ha difeso e permesso la nascita di una Corea libera e democratica




di Sara Bochicchio



In Corea del Sud il mese di giugno è dedicato al ricordo e alla commemorazione dei veterani di guerra. Il rimando alla Guerra di Corea è ovvio: il 25 giugno, nel 1950, aveva inizio una delle più atroci guerre fratricide nella storia dell’umanità, un conflitto che si protrasse per tre anni e che non trova ancora soluzione in un trattato di pace tra le due parti.

Il cessate il fuoco fu sancito con un mero armistizio, il 27 luglio 1953. Il prezzo pagato in vite umane fu tremendo: oltre tre milioni di persone persero la vita, tra civili e soldati.


Il 6 giugno è festa nazionale, si celebra in questa data il Giorno della Memoria (현충일 letteralmente “giorno in cui si mostra la propria devozione”). Alle 10 del mattino una sirena risuona in tutta la nazione dando il via ad un minuto di silenzio e presso il Cimitero Nazionale di Seoul durante la cerimonia commemorativa organizzata dal Ministero dei Patrioti e dei Veterani si esprime gratitudine e rispetto nei confronti di coloro che hanno perso la vita per difendere la patria. Le commemorazioni non sono rivolte solo ai compatrioti, ma anche ai soldati del Comando delle Nazioni Unite che hanno apportato il loro contributo nel conflitto.


Le celebrazioni non si fermano a questa data e al 25 giugno (anniversario dello scoppio della guerra). Durante tutto il mese di giugno, presso le “torri memoriali” (충혼탑) erette in svariati luoghi del Paese, vengono officiate cerimonie di commemorazione e ringraziamento. Questo mese è infatti chiamato Hoguk pohun-ŭi tal (호국보훈의 달), letteralmente “il mese per ripagare chi ha difeso la nazione”. Si ripaga chi ha donato il proprio corpo e sacrificato la propria esistenza per proteggere la patria, mantenendone vivo il ricordo.


Non solo Guerra di Corea, quindi; in questo periodo i coreani ricordano tutte le persone che hanno combattuto strenuamente, nel corso della storia, per proteggere la propria nazione: dai patrioti che protestarono e si opposero al regime coloniale giapponese (la Corea fu colonia giapponese dal 1910 al 1945), a coloro che si misero al servizio della nazione nella guerra del Vietnam. Si ringraziano i soldati così come i tantissimi civili, uomini e donne, che si sono sacrificati per rendere la Corea del Sud il Paese democratico e libero che è oggi: oltre ai civili che si opposero al regime coloniale, si ricordano anche coloro che parteciparono alla Rivoluzione del 4 aprile 1960, che portò alla fine della corrotta Prima Repubblica, e chi perse la vita durante i giorni della rivolta di Gwangju nel 1980 e nelle altre proteste dove si chiedeva la fine della dittatura militare. Si arriva quindi a giorni più recenti, con ringraziamenti rivolti anche agli infermieri e ai medici scesi in prima linea per aiutare e curare i malati di Covid durante la pandemia del 2020.


Il senso di gratitudine nei confronti di chi ci ha permesso di essere al mondo è intrinsecamente connesso al concetto di pietà filiale, valore fondamentale del confucianesimo. Una estensione di ciò la ritroviamo nella gratitudine che il popolo coreano mostra a chi si è sacrificato per donare ai posteri una Corea democratica e libera. L’esempio di questi eroi ci ricorda, inoltre, che il futuro è nelle nostre mani: ognuno di noi, attraverso le sue azioni, può aiutare a plasmare un domani migliore.



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Fonti:

https://edu.mpva.go.kr/bohun/hoguk.do

https://namu.wiki/w/%ED%98%84%EC%B6%A9%EC%9D%BC