Notizie
-
Dalla tradizione al futuro: la carta Hanji candidata patrimonio immateriale dell’UNESCO Data dell’evento 06 apr 2026
Dalla tradizione al futuro: la carta Hanji candidata patrimonio immateriale dell’UNESCO di Chiara Mannocci (TGK World) La Corea del Sud rappresenta uno degli esempi più efficaci di equilibrio tra tradizione e innovazione. Da un lato, il Paese conserva e valorizza pratiche antiche come la lavorazione della carta Hanji, la calligrafia o l’architettura tradizionale; dall’altro, è tra i leader mondiali nei settori più avanzati, come l’intelligenza artificiale, la robotica e l’elettronica. Questa capacità nasce da una visione culturale che non vede il passato come qualcosa da superare, ma come una risorsa da reinterpretare. Elementi tradizionali vengono infatti integrati nel design contemporaneo, nelle arti visive e persino nella tecnologia, creando un dialogo continuo tra memoria e futuro. L’attenzione alle radici culturali del paese si nota anche nel fatto che la Repubblica di Corea ha proposto di inserire la carta Hanji come patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO alla 21° sessione ordinaria del Comitato intergovernativo per la salvaguardia del patrimonio immateriale, prevista a Xiamen (Cina) nel dicembre di quest’anno. L’Hanji (han= coreana, ji= carta), appunto la tradizionale carta coreana, rappresenta molto più di un semplice materiale: è un elemento profondamente radicato nella storia, nella cultura e nella vita quotidiana del Paese. La sua origine risale almeno al periodo dei Tre Regni (57 a.C. – 668 d.C.), quando veniva già utilizzata per registrare eventi ufficiali. Realizzata a partire dalla corteccia interna del gelso da carta (dak), pianta diffusa nella penisola coreana, l’Hanji deve le sue qualità uniche anche al dak pul, una sostanza naturale ricavata dalle radici dell’ibisco del tramonto, che conferisce viscosità e resistenza all’impasto. Il processo di lavorazione, lungo e complesso, prevede diverse fasi: dalla bollitura e pulitura delle fibre alla loro battitura, fino alla formazione dei fogli, che vengono pressati e lasciati asciugare. Tradizionalmente, questa produzione avveniva nei mesi invernali, quando le condizioni climatiche erano più favorevoli. Applicazioni moderne della carta Hanji Grazie alla sua straordinaria durata e flessibilità, la carta Hanji ha trovato nel tempo molteplici applicazioni. È stata impiegata per la stampa di testi religiosi, documenti storici e opere mediche, molti dei quali sono giunti fino a oggi, offrendo una preziosa testimonianza della civiltà coreana. Un esempio significativo è la Sutra Dharani, risalente all’VIII secolo e rinvenuta nel complesso templare di Bulguksa, che dimostra l’eccezionale capacità conservativa di questa carta. Nel campo dell’arte contemporanea, molti artisti coreani, come Lee Seung-cheol, utilizzano questa carta per creare opere tridimensionali, rilievi e sculture. In questi lavori, la carta non è più solo un supporto, ma diventa materia viva: viene stratificata, modellata e trasformata per esprimere concetti legati all’identità, alla memoria e al rapporto tra passato e presente. Anche l’Istituto Culturale Coreano in Italia propone diversi eventi dedicati alla carta Hanji tra cui la serie delle mostre in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Roma, l’ultima intitolata “Hanji, sperimentazioni 2025” tenutasi dal 11/06/2025 al 29/08/2025, e vari workshop con maestri artigiani del calibro di Chi Yong-An. Anche l’architettura sta riscoprendo questo materiale: in alcuni progetti contemporanei, l'Hanji viene impiegata per rivestimenti murali o elementi modulari che migliorano l’isolamento termico e acustico, riprendendo in chiave tecnologica il suo uso nelle abitazioni tradizionali coreane. Un altro settore in crescita è quello della moda e del textile design. L’Hanji viene trasformata in filati e tessuti innovativi, utilizzati per abiti e accessori anche perché questi materiali sono leggeri, resistenti e traspiranti, e rappresentano una valida alternativa sostenibile ai tessuti sintetici. La carta Hanji è sempre più apprezzata anche a livello internazionale, sia nel campo del restauro (dove viene utilizzata per conservare beni culturali anche in Europa) sia nel design contemporaneo e nelle arti visive. Artisti e artigiani la reinterpretano in chiave moderna, contribuendo alla sua diffusione globale. Prima di trovare applicazioni nell’ambito culturale e artistico, dobbiamo ricordare che questo materiale è stato parte integrante della vita quotidiana coreana: infatti veniva utilizzato per rivestire pareti, porte e finestre delle abitazioni tradizionali, grazie alle sue proprietà isolanti, ma anche per realizzare oggetti d’uso comune come ventagli, contenitori e decorazioni. Infine, si stanno aprendo prospettive interessanti anche nella ricerca tecnologica e nei materiali avanzati: la struttura fibrosa dell’Hanji la rende adatta a sperimentazioni nel campo della carta funzionale, come supporti per sensori, materiali compositi o soluzioni eco-friendly per il packaging. In tutte queste reinterpretazioni, la carta Hanji continua a mantenere la sua identità originaria, ma si evolve diventando un ponte concreto tra artigianato tradizionale e innovazione contemporanea. Per approfondire la storia e le tecniche di questa antica arte, è possibile visitare il Jeonju Hanji Museum, uno dei principali centri dedicati alla carta tradizionale coreana, dove vengono illustrate le fasi di produzione e le sue molteplici applicazioni, tra passato e contemporaneità. In definitiva, la carta Hanji non è solo un prodotto tradizionale, ma un simbolo identitario capace di raccontare la storia di un intero popolo attraverso la sua semplicità e resistenza.
Data di pubblicazione 06 apr 2026 -
Arte contemporanea coreana in dialogo con l’Europa Data dell’evento 06 apr 2026
Arte contemporanea coreana in dialogo con l’Europa All’istituto Culturale Coreano in Italia arriva “Still / Moving” di Vincenzo Acampora In occasione del 25º anniversario del Premio d’Arte SONGEUN prende forma la mostra itinerante “Still / Moving”, un progetto espositivo che presenta le opere e le pratiche multimediali e performative di vari artisti scoperti e sostenuti nel corso degli anni dalla Fondazione SONGEUN, fondata nel 1989 e oggi tra le realtà più attente alla sperimentazione nell’arte contemporanea coreana. La mostra, pensata come occasione di incontro tra opere e pubblico provenienti da contesti geografici e culturali differenti, invita a osservare come le opere degli artisti possano acquisire nuovi significati nel momento in cui entrano in relazione con sensibilità, memorie ed esperienze diverse. La mostra si inserisce nel programma itinerante “Touring K-Arts”, promosso dal Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo della Repubblica di Corea e dalla Korea Foundation for International Cultural Exchange (KOFICE), con l’obiettivo di rafforzare la presenza internazionale degli artisti coreani e favorire nuove collaborazioni culturali. Il programma prevede una prima presentazione in Italia, seguita da una successiva in Austria. Ad ospitare l’appuntamento italiano sarà l’Istituto Culturale Coreano in Italia, sito a Roma, dove la mostra sarà visitabile dal 9 aprile al 5 giugno 2026. Nel cuore della mostra c’è una riflessione sulla performance intesa non solo come azione scenica, ma come insieme di gesti, posture e movimenti impercettibili nella vita quotidiana. Il percorso espositivo guarda infatti a ciò che spesso resta invisibile: il lavoro nascosto, la cura, gli esercizi ripetuti, le emozioni trattenute, i ricordi che si depositano nel corpo. Rendere visibili questi gesti significa anche attribuire loro una valenza politica, perché porta l’attenzione su ciò che normalmente viene trascurato o rimosso. In questa prospettiva, il corpo emerge non come semplice mezzo espressivo, ma come luogo in cui si imprimono esperienze, memorie e tensioni sociali. Un vero manifesto politico che racchiude elementi che parlano non soltanto dell’individuo, ma anche del tempo presente e della società in cui viviamo. La mostra “Still /Moving” esplora il rapporto tra immagini in movimento, media digitali e architettura urbana, analizza come l’immagine digitale possa sostenere e ridefinire lo spazio architettonico. In questo contesto, l’immagine in movimento viene proposta come un dispositivo temporale fluido, capace di modificare la percezione dello spazio e di aprire nuove forme di partecipazione. In questo modo, la mostra non si limita a presentare una selezione di opere, ma costruisce un terreno di scambio culturale in cui l’arte contemporanea coreana si confronta con uno scenario internazionale aprendosi dunque a interpretazioni nuove e variegate. Fonti: Comunicato stampa ICC https://www.kofice.or.kr/eng/conts/view.do?mnucd=321 https://songeun.or.kr/en/texts/0ff5aaca-a938-49af-b989-4385471ff741-still-moving
Data di pubblicazione 06 apr 2026 -
Partita o festival? Il baseball che non ti aspetti Data dell’evento 06 apr 2026
Partita o festival? Il baseball che non ti aspetti La Corea del Sud è conosciuta per tanti motivi: il kpop, il cibo, i drama, la skincare ma per chi non lo sapesse, un altro aspetto chiave della cultura coreana è il baseball, ed è proprio di quello che andremo a parlare oggi. di Ludovica Vittoria Gagliardi La Corea del Sud ha concluso il World Baseball Classic 2026 raggiungendo i quarti di finale, un traguardo che mancava da ben 17 anni. Sebbene il sogno non sia proseguito fino alla finale, il ritorno tra le prime otto squadre al mondo e il quarto posto nel ranking WBSC sono successi straordinari. Il gradino più alto del podio, però, spetta senza dubbio ai tifosi, che hanno sostenuto la squadra con una passione senza eguali. La Corea è, infatti, celebre per il suo incredibile tifo organizzato e questo trova la sua massima espressione nel baseball: ogni giocatore ha una canzone, un balletto e un coro tutto suo. Le squadre inoltre sono “sostenute” da cheerleader professioniste, percussionisti e presentatori, cosa che rende l’esperienza ancora più coinvolgente. In alcune zone degli stadi ci sono dei reparti assegnati per cori e balli quindi attenzione al posto quando si compra il biglietto! Anche lo street food è parte integrante dell'esperienza allo stadio. Sebbene il chimaek (la combo di pollo fritto e birra) rimanga il pilastro indiscusso, alcuni impianti propongo dei menù speciali disponibili solo nei giorni di gara. Presso l’Incheon SSG Landers Field ad esempio, Starbucks serve lo 'Starbucks Slammer', un drink rinfrescante e acidulo a base di fragole e bacche di açai; al Suwon KT Wiz Park, invece si può ordinare un intero pollo arrosto del celebre ristorante locale Jinmi Tongdak. Alcuni impianti offrono persino aree barbecue dove i fan possono grigliare la propria carne godendosi la partita. E ovviamente, per chi vuole rimanere sul classico, non possono mancare tteokbokki, corn dogs e pizza (in stile coreano ovviamente!). Alcuni stadi inoltre chiudono la giornata di gara celebrando la fine delle partite con fuochi d’artificio e performance musicali con Dj, a confermare l’idea che oltre a essere un’ esperienza dedicata allo sport, una partita di baseball rappresenti un vero e proprio evento di intrattenimento Andare allo stadio non è solo un'occasione per godersi una bella giornata in famiglia, ma anche un'opportunità per stranieri e turisti di immergersi appieno nella cultura coreana in un contesto diverso dal solito. Fonti: https://www.koreaherald.com/article/10573564 https://www.researchgate.net/publication/249030383_Professional_Baseball_in_Korea_Origins_Causes_Consequences_and_Implicationshttps://www.researchgate.net/publication/249030383_Professional_Baseball_in_Korea_Origins_Causes_Consequences_and_Implications https://sabrasianbaseball.com/2025/11/20/a-brief-history-of-international-exchange-in-korean-baseball/ https://www.smh.com.au/traveller/inspiration/if-you-do-one-thing-in-seoul-make-sure-it-s-this-20260313-p5oa4l.html https://www.reddit.com/r/Living_in_Korea/comments/1qa0opz/korean_baseball_felt_less_like_a_sport_and_more/ https://en.wikipedia.org/wiki/KBO_League https://www.koreatimes.co.kr/sports/20260303/how-to-enjoy-baseball-the-korean-way https://journals.humankinetics.com/view/journals/ijsc/17/4/article-p453.xml
Data di pubblicazione 06 apr 2026 -
Bibimbap con bomdong Data dell’evento 06 apr 2026
Bibimbap con bomdong La nuova passione culinaria in Corea di Silvia Maria Crippa Se vi state chiedendo quale sia il piatto del momento in Corea, la risposta è sicuramente il Bomdong Bibimbap (봄동 비빔밥). Il protagonista di questo bibimbap è il bomdong (봄동), il cavolo primaverile: un ortaggio che resiste al freddo invernale e produce foglie dal sapore dolce e croccante, ricche di minerali e nutrienti. Pur crescendo con foglie ben distese e aperte, che gli conferiscono una forma quasi piatta, il bomdong non risente del gelo durante la stagione fredda e viene raccolto generalmente nei primi mesi dell’anno, risultando quindi facilmente reperibile nei mercati e supermercati in questo periodo. È coltivato principalmente nelle regioni costiere della penisola coreana del Jeolla meridionale, da cui proviene la maggior parte della produzione nazionale, dove il clima mite ne favorisce la crescita. Il nuovo trend alimentare di questa primavera in Corea risulta essere proprio il Bomdong Bibimbap, che con la sua semplicità e naturalezza ha preso il posto degli amatissimi Dubai chewy cookies (두쫀쿠). Questo cambiamento, soprattutto tra le nuove generazioni, sembra essere legato al desiderio di consumare piatti economici e facili da preparare, abbandonando dolci poco salutari e riscoprendo ingredienti di stagione, proprio come il bomdong. La crescente popolarità del Bomdong Bibimbap sembra anche essere dovuta a un meme diventato virale sui social, legato a una puntata del 2008 del programma televisivo 2 Days & 1 Night in cui il comico Kang Ho-dong gusta proprio questo piatto. Tra video, mukbang e blog, la ricetta viene condivisa in ogni forma ma ciò che emerge da tutti i contenuti in rete è la sua semplicità gustosa: riso, bomdong, condimenti vari e, a completare il tutto, un uovo. Il suo sapore, delicato ma ricco, lo rende sorprendentemente piacevole anche senza l’aggiunta di carne, ingrediente tipico del bibimbap tradizionale. Nonostante la riscoperta positiva del cavolo primaverile come ingrediente locale e accessibile, questa frenesia per il bomdong bibimbap ha portato a un aumento del prezzo del suo ingrediente principale. Il settore della vendita al dettaglio si è mosso rapidamente per sfruttare questa tendenza: una delle principali catene di minimarket coreani ha recentemente annunciato, tra i suoi nuovi prodotti, una lunchbox di bibimbap con bomdong, rispondendo così alle esigenze dei consumatori più giovani. Se in passato i prodotti che arrivavano dall’estero erano percepiti più raffinati e desiderabili, oggi si assiste a un cambiamento nella percezione di ciò che è “coreano”. Sempre più spesso, infatti, il tradizionale e il rustico vengono reinterpretati in chiave moderna, trasformandosi così in una vera e propria tendenza. Fonti https://www.joongang.co.kr/article/25144388 https://v.daum.net/v/20260326110511532 https://www.joongang.co.kr/article/25412325 https://terms.naver.com/entry.naver?docId=3573722&cid=58987&categoryId=58987 https://www.arirang.com/news/view?id=293318&lang=en https://www.tastekoreanfood.com/ingredients/spring-cabbage-bomdong?utm_source=chatgpt.com https://www.koreatimes.co.kr/lifestyle/travel-food/20260303/bomdong-bibimbap-emerges-as-new-food-trend-supplanting-dubai-chewy-cookie https://www.10000recipe.com/recipe/7072591?srsltid=AfmBOorOKSdneFMfHOkn5FELA2EwStg5EF1jIuOGWC6g-efyjqpa9rKv https://www.wegive.co.kr/wezine/detail/1534#page1&bbs_ix=1534&bbs_type=wezine https://www.koreatimes.co.kr/economy/others/20260316/viral-food-trends-push-up-ingredient-prices https://www.ohmynews.com/NWS_Web/View/at_pg.aspx?CNTN_CD=A0003210154
Data di pubblicazione 06 apr 2026 -
Harmony of Light: Quando la luce disegna la scena Data dell’evento 06 apr 2026
Harmony of Light: Quando la luce disegna la scena In occasione del decimo anniversario dell’Istituto Culturale Coreano in Italia, il Teatro Olimpico di Roma ospita una performance di media art che fonde tradizione, K-pop e tecnologie LED all’avanguardia. di Antonella Gasdia Nella città eterna, dove storia e contemporaneità dialogano tra antiche rovine che sfidano il tempo accarezzate dal tepore della luce, la scena del Teatro Olimpico di Roma si prepara ad accogliere una serata in cui l’innovazione tecnologica incontra l’immaginario coreano. Lunedì 20 aprile 2026, alle ore 20:30, in collaborazione con l’Accademia Filarmonica Romana e il Teatro Olimpico di Roma, l’Istituto Culturale Coreano in Italia celebra il decimo anniversario della sua apertura attraverso Harmony of Light, una performance di media art che invita il pubblico a esplorare nuove frontiere di espressione performativa, superando i confini tra tradizione e modernità. A guidare lo spettacolo sarà la Saeng Dong Gam Crew, collettivo di giovani talenti pionieri in Corea della Tron Dance, disciplina artistica nella quale i danzatori tracciano percorsi luminosi con LED dinamici fondendo corpo e tecnologia in una esibizione suggestiva. In sinergia con Inpungnyu, rinomata compagnia di performance tradizionali coreane nota per le sue percussioni raffinate e potenti, il gruppo crea un dialogo esplosivo: la luminosità ancestrale si unisce all’energia contemporanea, abbattendo le barriere per generare un’unica “luce emotiva”. Questo approccio innovativo mescola varie discipline artistiche ed esplora nuove potenzialità sceniche attraverso ritmo, fisicità e bagliori effimeri. Creando una narrazione scenica che passa da un dinamismo travolgente a istanti di pausa lirica, lo spettacolo sfrutta tecnologie sceniche all’avanguardia e luci LED che non fungono da semplice sfondo, ma diventano un elemento vivo che plasma lo spazio e intensifica i movimenti dei danzatori, gli abiti tradizionali (hanbok) e il ritmo. Attraverso questa produzione, il pubblico potrà avvicinarsi all’essenza delle più recenti tendenze nelle arti performative coreane, inedite al pubblico italiano, con l’intento di riunire, in un’unica occasione, molteplici sfaccettature della cultura coreana in un gioco di rimandi tra memoria e futuro. In questo equilibrio tra radici e sperimentazione, Harmony of Light si configura come un invito a lasciarsi guidare dalla luce, per scoprire una Corea che custodisce il proprio patrimonio culturale mentre ne ridefinisce continuamente i confini sui palcoscenici di tutto il mondo. Accorrete, dunque, alla scoperta di nuove armonie. Per ulteriori informazioni, si prega di consultare il sito ufficiale del Teatro Olimpico (https://teatroolimpico.ticka.it/dettaglio-spettacolo.php?negozio_spettacolo_id=1406), dove è possibile comprare i biglietti, il cui prezzo varia dai €14 ai €20 circa. Fonti: ● Accademia Filarmonica Romana, promo video (https://www.facebook.com/accfilarmonica.romana/videos/harmony-of-light-la-straordinaria-energia-scenica-della-danza-tradizionale-corea/1018676317992019/) ● Inpungnyu (https://www.instagram.com/inpungnyu/) ● Istituto Culturale Coreano, press release (https://italia.korean-culture.org/it/760/board/525/read/142283) ● KOLABO's Artists: Saeng Dong Gam Crew profile (https://kolabokr.weebly.com/saeng-dong-gam-crew.html) ● Teatro Olimpico (https://www.teatroolimpico.it/evento/harmony-of-light/) ● Turismo Roma (https://www.turismoroma.it/en/events/harmony-light)
Data di pubblicazione 06 apr 2026