Notizie
Bingsu, simbolo dell’estate coreana
- Data di pubblicazione06 lug 2026
Bingsu, simbolo dell’estate coreana
Tutto quello che c’è da sapere sull’iconico dessert

di Vincenzo Acampora
Nelle calde giornate estive coreane non c’è niente di meglio che rinfrescarsi con una ciotola di bingsu (빙수), un dessert preparato con ghiaccio tritato, acqua o latte e ingredienti come fagioli rossi dolci, frutta fresca, cioccolato. Fresco, colorato e scenografico, questo dessert è diventato negli ultimi anni uno dei simboli dell’estate coreana, conquistando anche il pubblico internazionale grazie alla diffusione della cultura coreana nel mondo.
Prima di parlare del bingsu contemporaneo, è interessante soffermarsi sulle sue origini, strettamente legate alla lunga tradizione coreana di raccolta e conservazione del ghiaccio. Secondo il Samguk Sagi, già nel regno di Silla il ghiaccio veniva immagazzinato durante l'inverno e utilizzato nei mesi estivi, mentre durante la dinastia Joseon veniva conservato nei depositi di ghiaccio statali chiamati Dongbinggo e Seobinggo. Il bingsu come dessert, però, è di introduzione più recente: arrivò in Corea tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo e, nel corso del tempo, si arricchì di ingredienti come latte condensato, frutta e sciroppi, dando origine alle numerose varianti oggi diffuse in tutto il Paese.
Una delle versioni più classiche e conosciute, ma di storia recente in quanto diffusasi intorno agli anni ’70, è il patbingsu, preparato con fagioli rossi cotti con lo zucchero. Accanto a questa ricetta sono nate interpretazioni moderne che includono ingredienti più tradizionali come misutgaru (miscela di cereali e legumi tostati e macinati finemente) o dolcetti come injeolmi o chapssal tteok. Altre variazioni includono mango, fragole, tè verde (famoso quello di Jeju), caffè, cheesecake, gelato e perfino decorazioni di lusso come foglie d’oro o che seguono i trend del momento come il Dubai chocolate. Nei dessert café in Corea il bingsu viene spesso servito in porzioni abbondanti, pensate per essere condivise tra più persone.
Per un lettore italiano il bingsu può ricordare la granita siciliana o la grattachecca romana. Queste preparazioni con il ghiaccio sono un simbolo dell’arrivo dell’estate e nascono dal desiderio di rinfrescarsi. Tuttavia ci sono delle differenze importanti negli ingredienti e nel modo in cui vengono consumati. La grattachecca è composta da ghiaccio grattato con un raschietto e addolcito con aromi o succhi, mentre la granita è composta da acqua, zucchero e frutta con una consistenza granulosa e uniforme. Il bingsu, invece, punta molto sulla leggerezza del suo ghiaccio tritato e sull’abbondanza e varietà degli ingredienti che si sovrappongono creando un’esperienza più raffinata. Se la granita o grattachecca vengono venduti a prezzi popolari nei chioschi e sono simboli del cibo da strada siciliano e romano rispettivamente, il bingsu invece viene consumato nei café e locali specializzati, con una offerta di ingredienti molto ampia e con versioni che utilizzano anche prodotti esclusivi a prezzi decisamente più alti e che possono raggiungere anche i 100.000 won (circa 60 euro).
Il bingsu continua ad evolversi con nuovi ingredienti e modalità di consumo e se tradizionalmente nasce destinato alla condivisione, negli ultimi anni sono nate anche porzioni singole o cup-bingsu, create per rispondere al crescente fenomeno del solo-dining in Corea.
Fonti:
https://www.korean-culture.org/eng/webzine/202008/sub06.html
https://namu.wiki/w/%EB%B9%99%EC%88%98