Notizie
Jumong e Ulisse, arco e astuzia
-
Data dell’evento
07 set 2026
Jumong e Ulisse, arco e astuzia
Mentre al cinema la gente è in fila per guardare L’Odissea, l’ultimo film firmato da Christopher Nolan, non possiamo perdere l’occasione di raccontare chi è Jumong, l’Ulisse coreano.

di Ludovica Vittoria Gagliardi
Noto anche come Re Dongmyeong, Jumong è stato il fondatore del regno di Goguryeo. La sua figura, nella quale elementi storici e mitologici si intrecciano, ci è tramandata da antiche fonti coreane ed è ricordata anche sulla Stele di Gwanggaeto, un imponente monumento eretto nel 414 d.C. in onore dell’omonimo sovrano che contiene una delle più antiche testimonianze giunte fino a noi sulle origini di Jumong e sulla fondazione di Goguryeo.
La nascita e la vita di Jumong sono avvolte dal mito. Si racconta che Hae Buru, anziano re di Buyeo privo di eredi, trovò un bambino dall'aspetto simile a una rana dorata lo chiamò Geumwa e lo crebbe come proprio erede. Diventato sovrano Geumwa accolse nel suo palazzo Yuhwa, figlia della divinità fluviale Habaek, che dalla precedente unione con Hae Mosu, figlio del dio del cielo, concepì un uovo divino dal quale nacque Jumong.
Fin da bambino Jumong mostrò capacità fuori dal comune, la leggenda narra infatti che già all’età di sette anni fosse in grado di fabbricarsi da solo arco e frecce e di tirare con una mira infallibile. Da questa abilità deriverebbe il suo nome che, nell’antica lingua di Buyeo, significava “abile arciere”.
Le sue capacità suscitarono l’invidia dei figli di Geumwa, soprattutto del primogenito Daeso, che tentò di convincere il padre a eliminarlo. Geumwa, però, lo risparmiò e gli affidò la cura dei cavalli reali. Deciso a lasciare Buyeo e a fondare un proprio regno, Jumong ricorse all’astuzia: fece apparire debole il cavallo migliore, affinché Geumwa glielo assegnasse. In sella a quell’animale fuggì da Buyeo. Durante la fuga, però, trovò la strada sbarrata da un fiume. Invocò allora la propria discendenza divina e, secondo il mito, pesci e tartarughe formarono un ponte, permettendogli di sfuggire agli inseguitori e proseguire il suo cammino. Raggiunse infine Jolbon, dove nel 37 a.C. fondò il regno di Goguryeo.
Anche la sua morte è avvolta nella leggenda. Il Samguk sagi riferisce che Jumong morì a quarant’anni, dopo diciannove anni di regno. La Stele di Gwanggaeto ne tramanda invece una versione mitica secondo la quale il sovrano ascese al cielo sul dorso di un drago dorato.
Il parallelo con Ulisse nasce quasi spontaneo. Entrambi gli eroi affrontano un lungo viaggio pieno di pericoli (Ulisse per tornare a casa, Jumong per fondarne una nuova sotto forma di regno) superando ogni ostacolo con astuzia e intelligenza.
Anche l’arco costituisce un importante punto di contatto. Nel mito di Jumong, la straordinaria abilità nel tiro distingue l’eroe fin dall’infanzia e ne rivela la natura eccezionale. Nell’Odissea, invece, l’arco rappresenta la legittimità e la giustizia: è proprio superando la prova dell'arco contro i Proci che Ulisse riafferma la propria identità, distinguendosi come l'unico e vero re di Itaca.
Fonti:
https://en.wikipedia.org/wiki/Dongmyeong_of_Goguryeo
https://www.korea.net/NewsFocus/Culture/view?articleId=121572
https://www.hanna-one.com/fan-jumong.html
https://koccult.com/myths/jumong
https://www.koreaherald.com/article/10802204