바로가기 및 건너띄기 링크
본문 바로가기
주메뉴 바로가기

Notizie

Dalla finzione alla vita vera: l’irresistibile fascino di Seoul

    Data dell’evento 02 nov 2026

Dalla finzione alla vita vera: l’irresistibile fascino di Seoul




di Chiara Mannocci (TGK World)


C’è una Seoul che si scopre sulle mappe e un’altra che si impara a conoscere guardando una serie TV. È la città delle passeggiate serali lungo il fiume Han, dei caffè nascosti nei vicoli, delle insegne luminose, dei mercati affollati e dei palazzi storici che si stagliano tra gli edifici contemporanei. Una metropoli in cui passato e modernità convivono e dove, spesso, sono proprio le storie dei K-drama a suggerire allo spettatore dove guardare, trasformando luoghi quotidiani e monumenti in mete da visitare. 


Dai quartieri contemporanei ai palazzi reali 


Uno degli esempi più emblematici è “Itaewon Class” (2020), serie che utilizza l’omonimo quartiere per raccontare ambizione, discriminazione, riscatto personale e desiderio di costruire qualcosa di proprio. Il locale DanBam, fulcro della vicenda, diventa il centro simbolico della storia, ma a entrare nell’immaginario del pubblico sono anche le strade della zona, i dintorni di Haebangchon e il cavalcavia pedonale di Noksapyeong, da cui si può ammirare la N Seoul Tower. La scelta di Itaewon non è casuale: quartiere noto per la sua dimensione internazionale, la varietà di ristoranti e locali e l’incontro tra culture differenti, offre un’immagine di Seoul lontana dai tradizionali itinerari monumentali. 


Dalle strade contemporanee si passa alle atmosfere cupe di “Kingdom” (2019-2020), il thriller storico di Netflix in cui i palazzi reali e le architetture della dinastia Joseon diventano scenari inquietanti, dove la magnificenza del potere nasconde corruzione e paura. Tra le location associate alla serie figurano il palazzo Gyeonghuigung e il complesso di Changdeokgung. Il contrasto tra la bellezza delle strutture tradizionali e l’orrore della vicenda contribuisce a rendere questi ambienti memorabili, stimolando al tempo stesso la curiosità verso la storia coreana. 


Un altro simbolo della capitale è Gyeongbokgung, costruito nel 1395 e tra i più importanti palazzi reali di Seoul. Le sue porte monumentali, i cortili e i tetti tradizionali permettono di evocare la Corea dinastica, ma anche di creare suggestivi contrasti visivi con la metropoli contemporanea. È proprio il dialogo tra epoche diverse a rendere questi luoghi così efficaci sullo schermo: non semplici scenografie, ma spazi capaci di raccontare la storia e l’identità della città. 


Una capitale tra realtà e fantasia 


Anche “The King: Eternal Monarch” (2020), fantasy romantico con Lee Min-ho e Kim Go-eun, offre scorci suggestivi di Seoul, a partire da Gwanghwamun Square, dove si svolge il primo incontro tra i protagonisti. Qui, il profilo monumentale di Gyeongbokgung, le statue dedicate al re Sejong e all’ammiraglio Yi Sun-sin e i grattacieli sullo sfondo restituiscono l’immagine di una capitale in cui patrimonio storico e modernità convivono. La città reale diventa così parte integrante della dimensione fantastica della serie, trasformandosi nel punto d’incontro tra mondi paralleli. 


Anche il film d’animazione “KPop Demon Hunters” (2025) contribuisce a portare Seoul nell’immaginario globale della cultura pop, attraverso un paesaggio urbano ricco di riferimenti alla capitale coreana. Tra i luoghi simbolo spicca Namsan Park, l’area verde che circonda la N Seoul Tower, uno dei punti panoramici più riconoscibili dello skyline cittadino. In questo modo, monumenti, spazi pubblici e simboli della cultura coreana diventano parte di una narrazione capace di raggiungere un pubblico internazionale, anche al di fuori dei tradizionali confini dei K-drama. 


Cheonggyecheon: da strada a luogo d’incontro 


Tra gli scenari che ricorrono nelle produzioni televisive c’è anche Cheonggyecheon, il corso d’acqua che attraversa il centro di Seoul. I suoi ponti, le passeggiate lungo l’acqua e le luci della città creano un’atmosfera suggestiva, adatta a incontri romantici e momenti di introspezione. Il torrente è associato a diverse serie, tra cui “Vincenzo” e “Queen of Tears”, e rappresenta uno degli spazi urbani in cui la vita quotidiana della capitale si intreccia con le storie raccontate sullo schermo. 


La sua storia è anche un significativo esempio di riqualificazione urbana. Nel dopoguerra, il corso d’acqua era stato coperto da strade e successivamente da un’autostrada sopraelevata; nel 2003 prese avvio un progetto per rimuovere l’infrastruttura e riportare alla luce il torrente. L’intervento, completato nel 2005, ha restituito alla città uno spazio pedonale e verde, frequentato da residenti e visitatori. Da simbolo della trasformazione urbana a luogo di socialità, Cheonggyecheon mostra come la riqualificazione degli spazi pubblici possa cambiare il volto di una metropoli e il modo in cui viene vissuta e rappresentata. 


La Seoul dei gesti quotidiani 


A rendere riconoscibile una città, però, non sono soltanto i suoi monumenti. Spesso sono i gesti più semplici a creare un legame con lo spettatore: incontrarsi in un caffè, mangiare qualcosa dopo il lavoro, bere con i colleghi, fermarsi in un minimarket o camminare di notte tra strade illuminate. Sono abitudini che i K-drama raccontano con frequenza e che, episodio dopo episodio, contribuiscono a rendere Seoul familiare anche a chi non l’ha mai visitata. 


Sono tantissime le serie che hanno scelto la capitale sudcoreana come protagonista, trasformandone quartieri, palazzi storici e angoli meno conosciuti in scenari indimenticabili. Ognuna, a modo suo, ha contribuito a costruire un immaginario affascinante della città, alimentando la curiosità degli appassionati di tutto il mondo e il desiderio di scoprire dal vivo i luoghi che hanno fatto da sfondo alle storie amate sullo schermo. 


Dai K-drama alla scoperta della città 


Il legame tra cultura audiovisiva e turismo si inserisce in un interesse internazionale sempre più forte. Nei primi otto mesi del 2026, Seoul ha registrato 11,56 milioni di visitatori stranieri, il 21,6% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che testimonia la crescente attrattiva della capitale, sostenuta anche dalla diffusione globale della cultura coreana, dalla musica alle serie televisive. 


Non è possibile stabilire quanti visitatori scelgano Seoul proprio per ripercorrere le location dei loro drama preferiti, ma è facile comprendere il fascino di questo viaggio: riconoscere una strada già vista sullo schermo, sedersi nel caffè di una scena memorabile o passeggiare in un luogo diventato familiare attraverso i personaggi. Tra serie televisive, musica e cultura pop, Seoul continua così a trasformare l’immaginario dello schermo in una curiosità concreta: il desiderio di partire alla scoperta dei luoghi in cui prendono vita le storie amate dal pubblico di tutto il mondo. 


“Il fascino di Seoul”: la mostra dell’Istituto Culturale Coreano 


Dal 17 settembre al 4 dicembre 2026, l’Istituto Culturale Coreano in Italia, a Roma, ospita “Il fascino di Seoul”, una mostra che accompagna i visitatori in un viaggio nella storia della capitale coreana, dal regno di Joseon ai giorni nostri. 


Al centro dell’esposizione c’è il Pungryu, la sensibilità che invita ad assaporare il tempo, l’eleganza e il piacere della vita in armonia con la natura, raccontata attraverso l’arte tradizionale di Joseon, le opere contemporanee e digitali degli artisti Jung-hoon Lee e Jong-dae Ryu e una serie di workshop. 


La mostra sarà visitabile lunedì, giovedì e venerdì dalle 10:00 alle 18:00 e martedì e mercoledì fino alle 20:00.